Gli additivi espandenti, o rigonfianti, aggiungono valore e fascino tridimensionale alle stampe basiche
Pubblicato su Screen Printing Magazine – Traduzione narrativa a cura di Beppe Quaglia
I clienti e gli acquirenti al dettaglio sono sempre alla ricerca di quel “qualcosa in più” in un capo stampato che lo distingua dalla classica t-shirt. Un ottimo modo per emergere senza complicare eccessivamente il processo è sperimentare con la stampa “under-base” (fondino).
Normalmente, il fondino serve soltanto a impedire che il colore del tessuto alteri i colori dell’inchiostro sovrastampato. Tuttavia, se utilizzata con creatività, può offrire funzioni aggiuntive e trasformare un disegno in un lavoro distintivo.
In questo articolo presenterò una variante del fondino che conferisce tridimensionalità e un impatto visivo maggiore all’immagine stampata sopra. Il fondino espanso (o “puff”) sfrutta la stessa grafica di un metodo standard, ma viene modificato affinché, durante la polimerizzazione, alcune aree si sollevino creando un effetto a rilievo. L’obiettivo è arricchire il valore percepito della stampa senza compromettere l’integrità dell’Artwork originale.
Trovare l’Artwork adatto

Il primo passo per qualsiasi effetto speciale è scegliere o progettare un’illustrazione adatta alle caratteristiche del processo. È fondamentale conoscerne vantaggi e limiti, altrimenti si rischia di dover ridisegnare l’immagine o di ottenere un risultato di scarsa qualità.
Ad esempio, il logo di boxe che mi è stato affidato necessitava di una dimensione aggiuntiva per aumentarne l’impatto visivo. Si trattava di una grafica ideale perché composta da ampie aree geometriche nette e facilmente adattabili a un fondino rigonfiante/puff. Elementi troppo minuti o dettagliati, al contrario, non avrebbero evidenziato l’effetto nel giusto modo.
Dal punto di vista economico, un effetto speciale deve giustificare il costo extra, generando un valore visibile che catturi l’interesse e favorisca le vendite.
Il Fondino espanso

L’idea alla base di questo effetto è invitare l’osservatore a toccare la superficie, percependo un rilievo che esce dalla maglia nei punti giusti. Questo risultato si ottiene con un inchiostro modificato mediante l’aggiunta di un agente espandente.
L’agente espandente rilascia gas durante il riscaldamento, causando il rigonfiamento dell’inchiostro e conferendo una forma a cupola. Si consiglia di non utilizzare gli inchiostri puff già pronti in barattolo, ma di dosare l’additivo puff (solitamente dal 5 al 10% come da specifiche del produttore) su un inchiostro standard, in modo da controllarne la reazione.
Un altro miglioramento utile è l’aggiunta di un elasticizzante (10-15%) per ottenere una superficie più uniforme e mantenere i dettagli di retini o linee sovrastampate.
Il bianco è il colore più usato per il fondino puff, ma in alcuni casi si possono usare anche colori per mantenere la saturazione delle tinte sovrastampate. Bisogna considerare che un fondino puff tende sempre a schiarire i colori successivi, con risultati a volte positivi (effetto vintage, usurato) e a volte problematici (un rosso brillante che diventa rosa).
Prima di stampare, è essenziale realizzare prove su ritagli di tessuto con un file di test composto da forme di dimensioni e spaziature differenti, per valutare quanto l’inchiostro si gonfia e la qualità della superficie (vedi Figura 2).
Regola pratica: Evitare ampie aree piene. Oltre a rendere pesante il capo, l’inchiostro gonfiato potrebbe screpolarsi dopo i lavaggi.
Riprogettare l’Artwork

Dopo aver testato la miscela di inchiostri, ho riprogettato il file in Photoshop per ottenere un aspetto metallico, con rilievo su scritte, bulloni, pugno e bordi.
Ampie aree di colore piatto, con una base puff uniforme, mostrano facilmente le imperfezioni. È quindi consigliabile utilizzare riempimenti sfumati o sovrapposizioni di retini, che mascherano le disomogeneità.
Tra gli inchiostri speciali testati, i gel metallici oro e argento hanno dato i migliori risultati, probabilmente grazie alla flessibilità della base gel che ospita le particelle metalliche. Nell’esempio del logo di boxe, ho voluto che la stampa finale sembrasse “saldarsi” al tessuto, grazie alla combinazione di puff e gel argento.
Separazione dell’Artwork

Per la separazione ho duplicato il fondino, realizzando due livelli:
- Uno con inchiostro standard.
- Uno con inchiostro puff per le aree selezionate.
Il procedimento prevedeva la stampa del fondino normale, quindi del puff, con uno o più flash intermedi. In questo modo ho ottenuto un rigonfiamento controllato nelle zone desiderate, lasciando piatte le altre.
Le retinature sono state gestite così:
- Fondino normale: mesh 68 fili/cm
- Puff: mesh 32 fili/cm
- Colori sovrastampa: mesh 90 fili/cm
- Argento metallizzato: mesh 43 fili/cm
Stampa e polimerizzazione
L’ordine di stampa è stato: grigio chiaro, bianco puff, flash, grigio scuro, gel argento, flash, nero e bianco di evidenziazione.
Un aspetto critico è la gestione del flash: se troppo caldo, attiva prematuramente il puff rendendo la superficie irregolare e fuori registro. È preferibile un flash più lento e sicuro, anche a costo di ridurre la produttività.
La polimerizzazione finale ha richiesto circa 45–60 secondi in forno. Un tempo insufficiente riduce il rigonfiamento, mentre un eccesso può rendere fragile la stampa e comprometterne la resistenza ai lavaggi.
Strategie creative
Questo effetto offre un’ampia gamma di applicazioni:
- Saldature simulate.
- Perline e gioielli.
- Piume, fibbie e texture.
- Pelle di serpente, squame di pesce, mappe topografiche.
- Ritratti e illustrazioni cartoon.
- Texture sportive (palloni da basket, calcio, football).
Il metodo ideale per proporlo è realizzare alcuni campioni dimostrativi da mostrare ai clienti come opzione premium. In questo modo il costo extra per preparazione e tempi di stampa viene compensato dal valore percepito e dal margine aggiuntivo.
Conclusione
Gli effetti speciali, se proposti con intelligenza e preparati con cura, rappresentano una straordinaria opportunità commerciale. Il fondino puff, in particolare, unisce semplicità operativa e impatto visivo immediato: un cliente che percepisce con la mano il rilievo dell’Artwork è molto più incline a riconoscerne il valore e a desiderarlo.
In definitiva, il fondino puff non è soltanto un effetto speciale, ma uno strumento strategico per differenziare le proprie stampe, aggiungere valore percepito e trasformare un semplice capo in un prodotto unico e riconoscibile.

Thomas Trimingham supporta gli stampatori serigrafici da oltre 25 anni come consulente del settore, artista e separatore di alta gamma, ed è autore di oltre 175 articoli. Attualmente ricopre il ruolo di direttore marketing presso M&R Printing Equipment. Per ulteriori informazioni o per commentare questo articolo: ttrimingham@yahoo.com


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