Pubblicato su Screen-Printing Magazine
Traduzione narrativa a cura di Beppe Quaglia

Dal test delle attrezzature alle soluzioni vettoriali e bitmap: ecco come prevenire i problemi più comuni legati agli Artwork serigrafici prima della stampa.

Introduzione

Il Trapping di un Artwork dovrebbe essere un’operazione semplice e in teoria lo è: si tratta di creare una leggera abbondanza o sovrapposizione controllata tra un colore e l’altro, così da compensare gli inevitabili scostamenti fuori registro che possono verificarsi durante il processo di stampa.

Inoltre in passato, questa procedura veniva gestita con sistemi fotografici, con risultati spesso incostanti. Oggi, con gli strumenti digitali, tutto dovrebbe essere più rapido e preciso. Tuttavia, il sogno di ottenere un trapping con un clic rimane ancora lontano; per applicarlo in modo corretto non basta sapere dove intervenire, ma anche quanto sovrapporre, in base alle caratteristiche degli inchiostri e del tipo di macchina da stampa.

Chiunque abbia esperienza in serigrafia conosce la frustrazione ad esempio di un profilo di contorno che non combacia con il riempimento. Eppure, la soluzione dovrebbe essere prevista già prima della fase di preparazione dei telai.

Un trapping quindi ben calibrato rende una stampa complessa più gestibile, anche con attrezzature datate. Nel tempo ho individuato quattro passaggi fondamentali:

Testare l’attrezzatura e il processo

Analizzare l’Artwork

Definire il trapping minimo

Creare il metodo più adatto

Seguire questa sequenza riduce drasticamente i problemi di registro e migliora la resa dei colori adiacenti.

1. Testare l’attrezzatura e il processo di stampa

In teoria, non dovresti nemmeno dover applicare il trapping a un’immagine se le variabili di stampa non rappresentano un problema. Ma la teoria non aiuta quando ti dimentichi di applicare il trapping a un lavoro che va in stampa e ti ritrovi con un evidente spazio bianco tra il riempimento e il contorno dell’immagine.

Ogni laboratorio ha capacità diverse quando si tratta di mantenere un buon registro in una stampa. Ho visto laboratori manuali in grado di mantenere un registro perfetto e laboratori completamente automatizzati che non riuscivano a mettere a registro un numero di grandi dimensioni su una maglia. Le dimensioni del vostro laboratorio e la complessità delle vostre attrezzature non possono garantire che non avrete necessità di trapping nelle vostre grafiche.

Prima di poter affrontare efficacemente le separazioni, è necessario determinare da dove potrebbe provenire la distorsione dell’immagine. Il modo migliore per farlo è utilizzare un file di prova in cui si percorre l’intero processo di stampa e si prende nota di dove e quanta distorsione si riscontra in ogni fase.

Per una pellicola di prova, ho scelto un file che fosse in grado di evidenziare diversi problemi di distorsione comuni, così da poterli annotare con attenzione (vedi Figura 1 sopra). Come prima cosa, va verificata la presenza di eventuali distorsioni dovute alla esecuzione delle pellicole positive. Questo è particolarmente probabile se si utilizza un dispositivo termico per generare pellicole. Infatti calore e umidità tendono ad agire sul supporto durante la fusione con il toner.

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Verifica distorsioni pellicole

Se notate una distorsione significativa in questa fase (vedi Figura 2), potrebbe trattarsi di un serio campanello d’allarme che dovete affrontare immediatamente. I valori positivi che non coincidono tra loro non miglioreranno aggiungendo variabili generate da telaio e macchina. Prendete buona nota facendo attenzione soprattutto della direzione, dell’angolazione e dell’entità della distorsione nelle diverse aree.

È utile eseguire diverse serie di stampe per verificare se il problema persiste o se migliora con il funzionamento automatico della macchina da stampa. In alcuni casi, potrebbe essere opportuno testare diversi tipi di supporto (velina, acetato, pellicola di poliestere), che spesso possono dare risultati migliori, prima di passare ai problemi di retinatura. È possibile saltare questo passaggio se si ha la fortuna di disporre di un’unità di esposizione o di un dispositivo non termico.

Una volta che hai le pellicole positive sotto controllo, è il momento di controllare la procedura di preparazione del telaio. Il consiglio è quello di esporre diversi telai con le pellicole che hai controllato. Dopo aver esposto e lavato i telai, appoggialo asciutto sopra la pellicola originale per verificare la presenza di eventuali distorsioni. Se noti una differenza a questo punto, potrebbe indicare un telaio mal tensionato che potrebbe non essere in piano, oppure un problema con il sistema di esposizione (scarsa tenuta del vuoto, ecc.).

Il test di stampa dell’immagine

Supponendo che i retini siano allineati correttamente con le pellicole, si può passare al test di stampa dell’immagine. È proprio qui che il maggior numero di variabili può influenzare il registro e richiedere un aumento del trapping. Dopo aver stampato l’immagine di prova a colori, procedere con il controllo accurato del risultato per capire il tipo di trapping e il livello di sovrapposizione richiesto.

Se si evidenzia una distorsione a livello della macchina da stampa, sarà necessario verificare i seguenti aspetti:

  • Se i piani e i porta telai della macchina sono livellati.
  • Se i telai sono correttamente tensionati.
  • Se il fuori contatto è impostato alla distanza minima necessaria.
  • Se la pressione di stampa o di riempimento è troppo alta.
  • Se l’angolo di stampa della racla è corretto e allineato.
  • Se la macchina da stampa mostra qualche instabilità dei telai o dei piani stampa.

Se queste variabili sono sotto controllo, sarà più facile individuare cosa modificare nel disegno. Osserva attentamente quanta distorsione hai nella stampa finale dopo aver posizionato la macchina da stampa e i telai, al meglio delle tue possibilità. Questo ti dirà quanta sovrapposizione devi creare per intrappolare correttamente i colori dell’immagine.

Un aspetto importante da considerare prima di finalizzare i risultati dei test di stampa è la viscosità degli inchiostri. Se si stampa inchiostro bianco denso attraverso un tessuto a maglie fini con una pressione maggiore, si noterà una maggiore distorsione rispetto a quella che si otterrebbe con un inchiostro di quadricromia fluido. Sarà quindi importante testare alcuni degli inchiostri più densi (ad alta opacità) in combinazione con alcuni più fluidi così di avere un’idea precisa dell’allungamento dell’immagine ci si possa aspettare con inchiostri diversi.

Pochi esperti stampatori avranno una distorsione minima o nulla nelle loro immagini di prova stampate. Questo significa che non sia necessario applicare il trapping, che però io applicherei comunque in quantità minima, per prevenire variabili durante il ciclo di stampa produttivo, anche a causa dello stress a cui saranno sottoposti i telai.


2. Analizzare il tuo Artwork

Dati di esempio (Analisi Artwork):

  • Numero di ordini in un mese: 110
  • Ordini che hanno richiesto trapping: 29
  • Art a linea semplice: 29
  • Art a linea complessa: 14
  • Bitmap semplice: 19
  • Bitmap complessa: 6

La natura del settore della serigrafia è tale che gli artworks sono in continua evoluzione e, con essi, le variabili che si creano in stampa. Se si stampano grandi quantità di lavori personalizzati, è importante tenere presente che diverse immagini richiederanno una certa varietà di sovrapposizioni dei colori.

fig3

C’è un grande vantaggio nello sviluppare degli standard nel vostro reparto grafico per i tipi di trapping comunemente necessari perché in questo modo sarà più facile formare nuovi operatori.

Il modo migliore per analizzare il tuo lavoro è ottenere un’istantanea chiara dei lavori più comuni che si eseguono raggruppandoli in categorie a cui applicare una specifica tipologia di trapping. Come esempio, userò una piccola serigrafia chiamata Joe’s Super Screen Printing. Un’analisi delle grafiche e degli ordini di Joe mostrano che esse si dividono in questo modo (vedi Figura 3 sopra).

Gli artwork sono stati suddivisi nelle seguenti categorie:

  • Linea semplice: è il tipo di grafica serigrafica più comune. Di solito si tratta di caratteri con vignette vettoriali o elementi definiti da un contorno di contorno evidente.
  • Disegno al tratto complesso: si tratta di un disegno al tratto che utilizza riempimenti sfumati ed elementi retinati, il che può renderne più complessa la preparazione.
  • Immagine bitmap semplice: si tratta di un file di Photoshop o di un altro programma bitmap che crea un’immagine utilizzando gruppi di pixel colorati. Sebbene io usi il termine “semplice” per questo tipo di file, raramente è facile eseguirne correttamente il trapping.
  • Grafica bitmap complessa: comprende illustrazioni realistiche e grafiche complesse renderizzate che possono essere combinate con elementi tipografici e vettoriali.

Esempi pratici visivi

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Questa immagine mostro un esempio di artwork realizzato nei quattro modi citati, così da mostrare come l’utilizzo del trapping possa cambiare a secondo del modo in cui l’artwork viene creata (vedi Figura 4).

Per ognuno di queste immagini, il trapping necessario cambierà in base a tre diversi fattori:

  1. La sovrapposizione necessaria dipenderà dalla capacità del tuo reparto grafico di mantenere le dimensioni e la forma delle immagini dei positivi nelle stampe finali.
  2. La composizione e il contrasto dell’artwork rispetto al tipo di maglietta su cui l’immagine verrà stampata. Ad esempio, se si ha un triangolo rosso con contorno nero stampato su una maglietta bianca, nera e grigia, sarà necessario trapping sulle magliette bianca e nera. Se invece lo stampi su maglietta grigia, lo scostamento mostrerebbe un bordo grigio, cioè un colore, per l’occhio umano, abbastanza vicino al rosso.
  3. Il modo e il luogo in cui viene utilizzato un fondino bianco determineranno come e in quali aree l’immagine avrà bisogno di trapping. Il fondino richiede specifica attenzione nell’applicazione del trapping perché i colori sovrastampati devono essere perfettamente a registro con essa. Se il fondino è più grande del dovuto o non è allineato, si rischia di vedere una sbordatura bianca intorno al disegno. Per evitarlo, si adotta un trapping mirato: si riduce o si compensa il fondino, in modo che resti sempre leggermente più piccola dei colori soprastanti.

Avere quattro categorie di tapping diverse con tre variabili ciascuna può sembrare complesso, ma si tratta semplicemente di ordinare mentalmente gli artwork e assegnare uno specifico standard alle diverse tipologie.

3. Definire il trapping minimo e il metodo

Per stabilire il metodo migliore è necessario definire il valore minimo del trapping.
Poiché “teoricamente” non dovremmo aver bisogno di applicare il trapping a nessun disegno, si deduce che questo dovrebbe essere il minimo indispensabile per ottenere i risultati migliori. Ma qual è un buon trapping minimo?

La risposta più comune tra i serigrafi è: “Aggiungo puntualmente un trapping a tutto ciò che ha un contorno”. Ma se doveste lavorare con prodotti speciali (palloncini, tazze), il vostro trapping potrebbe arrivare fino a uno spessore tra 2,25 e 4,5 punti. Ecco il motivo per cui è fondamentale non evitare il test delle vostre apparecchiature.

Un buon modo per definire una quantità minima di trapping è quello di raddoppiare la lacuna più grande visualizzata in un file di prova.

La natura degli strumenti disponibili nei programmi di grafica definirà la quantità minima di trapping e il metodo da utilizzare in quanto sono strettamente correlati. In Illustrator o CorelDraw si utilizzano principalmente strumenti vettoriali e le linee di trapping possono essere controllate con precisione in base alla loro esecuzione. I primi due tipi di grafica che richiedono il trapping sono la grafica lineare semplice e quella complessa. In entrambi i casi, possiamo semplicemente creare un file separato per ogni colore e quindi assegnare il contorno necessario dove necessario (vedi Figura 5).

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Per i file bitmap, il trapping può essere più complesso. L’artista deve intervenire sulle aree di colore che si toccano.

Esistono diversi modi per farlo in Photoshop, a seconda dello stile grafico. Se il disegno presenta molte aree a tinta unita, il modo migliore è usare la “Bacchetta Magica” su una selezione. Successivamente, usare il comando “Espandi” nel menu “Selezione/Modifica” per espandere e riempire i bordi esterni di questo particolare colore per un certo numero di pixel (vedi Figura 6).

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Se il file bitmap è molto complesso e sfumato, il grafico dovrà occuparsi del trapping dei colori durante la creazione delle separazioni. Questo viene fatto attentamente controllando la sovrapposizione dei colori incollando le separazioni come “canali alfa spot” e assegnando colori di riempimento che richiamano i colori finali dell’inchiostro (vedi Figura 7).

Il metodo “vecchio stile” per farlo era stampare una serie di pellicole preliminari e incollarle insieme su un tavolo luminoso.
Un ultimo metodo di trapping da considerare è quello di utilizzare un file composito in cui si separano e si abbondano gli elementi bitmap in Photoshop, per poi importare nuovamente il file in Illustrator o Corel.

Quando preparo le separazioni:

  • Inizio sempre dagli elementi bitmap (ad esempio fotografie o sfumature complesse), perché sono i file meno flessibili.
  • Una volta gestiti i bitmap, passo agli elementi vettoriali. Creo un file separato per ciascun colore di inchiostro.
  • In questi file, trasformo gli oggetti vettoriali in nero (100% stampa), bianco (nessuna stampa) o grigi (sfumature).

Un vantaggio importante di un corretto trapping degli elementi grafici è che rappresenta una delle prime fasi della separazione in cui il lavoro passa concretamente dal reparto grafico a quello di stampa. Se il file viene preparato già tenendo conto dei margini e delle tolleranze di stampa, il reparto grafico non se ne accorgerà nemmeno: il lavoro sarà impostato ed eseguito in modo fluido.

Conclusioni sul trapping

In definitiva, il trapping non è solo una questione tecnica: è una scelta consapevole che rende i file più affidabili, le stampe più pulite e la produzione più efficiente.

Thomas Trimingham supporta gli stampatori serigrafici da oltre 25 anni come consulente del settore, artista e separatore di alta gamma, ed è autore di oltre 175 articoli. Attualmente ricopre il ruolo di direttore marketing presso M&R Printing Equipment. Per ulteriori informazioni o per commentare questo articolo: ttrimingham@yahoo.com


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