Pubblicato su Impression Magazine. Traduzione narrativa e aggiornamento a cura di Beppe Quaglia


Sono oltre quarant’anni che collaboro con serigrafi di tutto il mondo. In questo tempo ho constatato che molti di loro commettono sempre gli stessi errori, in varie forme e situazioni diverse.

Molti di questi errori derivano dal reparto grafico o dalla fase di preparazione del telaio. Altri nascono da un’impostazione mentale errata: credere di “sapere già tutto” o pensare di poter fare a modo proprio senza seguire procedure tecniche consolidate.

  • Centratura delle pellicole (sistema a tre punti)

Sorprendentemente, ancora oggi molti serigrafi non utilizzano un sistema di registrazione a tre punti o non sanno come impiegarlo correttamente.
Questo sistema, se usato bene, permette di allineare con precisione tutte le separazioni colore e di accelerare enormemente il set-up macchina.
Il problema nasce quando la persona che prepara i file non è la stessa che effettua la stampa: spesso i riferimenti di registro non combaciano e l’inchiostro tende a fuoriuscire dai bordi.
Per questo motivo è fondamentale controllare la registrazione prima di stampare il primo capo.

Consiglio: non saltare mai questa fase. Una registrazione accurata garantisce precisione e velocità, e consente di ristampare lo stesso lavoro identico in futuro.

  • Template di Registrazione

Un modulo di registrazione serve a facilitare il posizionamento dei disegni e a fornire all’operatore tutte le informazioni necessarie per impostare correttamente la stampa.
In esso dovrebbero comparire:

  • tre segni di registro (due in alto e uno in basso)
  • densitometro o scala di calibrazione
  • numero del telaio
  • numero cliente e commessa
  • nome del disegno
  • posizione di stampa
  • colore
  • area del capo o del supporto da stampare

Nota: Evitare di improvvisare: un template ben compilato riduce drasticamente gli errori e garantisce ripetibilità.

  • Documentazione

Assicurarsi che il progetto grafico sia idoneo a stampare correttamente già al primo tentativo è un obiettivo fondamentale.
La vera prova, tuttavia, arriva quando bisogna ristampare la stessa grafica più volte e ottenere risultati identici alla prima tiratura.
Per riuscirci è indispensabile disporre di tutte le informazioni di stampa, tra cui:

  • marca dell’inchiostro
  • numero di tela (es. 90, 120 fili/cm)
  • tipo di racla
  • durezza racla (shore)
  • velocità di stampa
  • pressione di stampa
  • temperatura di essiccazione
  • temperatura del forno
  • tipo di capo o supporto
  • posizione di stampa
  • tipo di retino o retinatura (AM/FM)
  • Esposizione dei telai

Solo così sarà possibile replicare esattamente un disegno senza differenze cromatiche o di densità.

Molti laboratori oggi usano emulsioni SBQ a polimero singolo o a doppia polimerizzazione e sistemi LED. Tuttavia, è ancora comune trovare confusione nella determinazione del tempo di esposizione.
Ogni combinazione telaio/emulsione necessita del proprio tempo di polimerizzazione: ad esempio, una tela da 43 fili/cm non avrà lo stesso tempo di esposizione di una da 55 fili/cm.
L’uso di un esposimetro o di un sistema di test a scala di grigi (21-step Stouffer o simile) consente di determinare il tempo ideale per ogni condizione.

  • Abbinamento cromatico Pantone

Ogni azienda di inchiostri dispone del proprio sistema di miscelazione, ma è importante ricordare che le formule Pantone sono riferite alla stampa offset su carta patinata, non su tessuto.
Un colore “C” (coated) non apparirà mai uguale su cotone: ad esempio, un Cyan 300C stampato su tessuto risulterà più spento rispetto alla versione su carta.
Per una corretta corrispondenza visiva, è necessario testare le miscele direttamente sul capo o utilizzare pigmenti corretti per il substrato.

  • Segni lasciati dalla Racla

Sui tessuti scuri, è frequente vedere tracce lasciate dal passaggio della racla.
Ciò accade per eccessiva pressione o per un’inclinazione errata.
È preferibile ridurre la pressione, utilizzare racle più dure o angoli più acuti, e se necessario applicare un leggero spruzzo di amido spray sul capo prima della stampa per ottenere una superficie più liscia.

  • Acconti e pagamenti

Ogni laboratorio serio dovrebbe richiedere un acconto al momento della conferma d’ordine.
Molti problemi nascono quando i clienti ritardano il pagamento o cambiano idea dopo la produzione.
Un acconto del 50 % è uno standard che protegge l’azienda e permette di gestire meglio la pianificazione.

  •   Forni di asciugatura per telai

L’introduzione dei drying cabinet (cabine di asciugatura) ha rivoluzionato la gestione dei telai.
Permettono di asciugare le emulsioni in ambiente controllato con umidità intorno al 40 % e riducono la formazione di polvere o particelle che potrebbero compromettere l’esposizione.

  •  Costi di produzione

Molti serigrafi non conoscono i propri costi reali di produzione.
Per sapere se un lavoro è redditizio, è necessario calcolare tutti i costi: materiali di consumo: inchiostri, emulsioni, nastro, energia, manodopera, manutenzione e spese generali.
Solo conoscendo questi dati si può definire un listino coerente e sostenibile.

  • Pistole termiche

Un errore comune è asciugare il capo con pistole termiche manuali, che non garantiscono uniformità.
Il flusso d’aria irregolare può creare differenze di temperatura anche di 20 °C tra centro e bordi, compromettendo la polimerizzazione dell’inchiostro.
Meglio utilizzare un forno a tunnel con controllo di temperatura e velocità del nastro.

  • Profili di racla smussate

Molti serigrafi non sostituiscono la lama della racla abbastanza spesso.
Una racla consumata deforma il bordo del punto, riduce la nitidezza e richiede maggiore pressione.
Le aziende consigliano di affilare ogni 10.000 passaggi e sostituire gli spremitori regolarmente.
Una racla affilata consente stampe più pulite e riduce lo sforzo dell’operatore.

  •    Preparazione al registro

Spesso gli operatori montano la racla e telai senza conoscere i dettagli del lavoro.
È fondamentale che ogni stampa inizi con un setup accurato, basato su documentazione precisa, e che ogni colore venga testato e calibrato prima della tiratura definitiva.

Conclusione


Garantire che un disegno risulti corretto già alla prima stampa è importante, ma la vera prova arriva quando bisogna ristamparlo e ottenere lo stesso identico risultato.
Un flusso di lavoro ben documentato, l’uso di strumenti di registrazione precisi e una manutenzione costante di telai e racle sono ciò che distingue una serigrafia amatoriale da una produzione professionale

Carlie Taublieb è attivo nell’industria della serigrafia tessile dal 1976.
Taublieb ha collaborato con numerose pubblicazioni di settore negli Stati Uniti e all’estero.
Ha partecipato come giudice ai concorsi SGIA Golden Image Awards e IMPRESSIONS Awards.
Taublieb è stato Presidente e membro dell’Academy of Screen and Digital Printing Technologies.


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